
La norma “ISO 2746 Smalti porcellanati e vetrosi - Prove ad alta tensione” pubblicata dall’Organizzazione Internazionale per la Normazione (ISO) descrive due metodi di prova per le prove ad alta tensione:

Questi test vengono eseguiti utilizzando alta tensione continua (CC) o continua pulsata (CC). I test possono essere applicati su superfici asciutte di rivestimenti smaltati. Su superfici umide, è necessario prestare attenzione per garantire un rilevamento accurato dei difetti. Poiché le tensioni di prova dipendono dallo spessore del rivestimento, il Test A, in particolare, potrebbe non essere adatto per testare campioni in cui lo spessore del rivestimento varia significativamente.
In linea di principio, un elettrodo ad alta tensione viene fatto passare sulla superficie dello smalto. Difetti (Test A) o difetti e punti deboli (Test B) vengono segnalati da una scintilla e da un segnale ottico o acustico simultaneo. La tensione applicata può essere continua o continua pulsata. La tensione di prova può variare in base al caso.
A distanze inferiori a 2 cm dai bordi delle parti smaltate, può verificarsi un arco elettrico tra l'elettrodo di prova e i bordi, in assenza o con uno spessore limitato del rivestimento di smalto. Pertanto, le tecniche ad alta tensione potrebbero non essere applicabili a tali aree di confine.
In settori come quello degli elettrodomestici, delle apparecchiature per la lavorazione chimica e dei componenti architettonici, dove la durata e la resistenza alla corrosione sono fondamentali, gli smalti vetrosi e porcellanati svolgono un ruolo fondamentale nei rivestimenti protettivi. Fusi alle superfici metalliche, questi strati vetrosi forniscono una barriera liscia e impermeabile contro gli ambienti aggressivi. Tuttavia, anche piccole imperfezioni, come piccoli fori o crepe, possono comprometterne le prestazioni, portando a guasti prematuri. È qui che entra in gioco la norma ISO 2746. Si tratta di uno standard riconosciuto a livello mondiale che definisce rigorosi metodi di prova ad alta tensione per rilevare e mitigare le vulnerabilità.
Lo standard ISO 2746 garantisce che i prodotti smaltati possano resistere a condizioni difficili, dalle fuoriuscite di acido nei lavelli delle cucine ai fumi corrosivi nei serbatoi industriali. In sostanza, questo standard affronta una sfida critica: difetti invisibili nei rivestimenti smaltati che possono consentire a umidità, sostanze chimiche o elettricità di penetrare nel metallo sottostante e causare ruggine, deterioramento o rischi elettrici. Questo standard specifica due diversi metodi di prova che esaminano l'integrità dello smalto utilizzando elettricità ad alta tensione senza richiederne la rimozione distruttiva.
La norma ISO 2746 riguarda gli smalti vetrosi (di base e di finitura) e porcellanati applicati su superfici in acciaio, ghisa o alluminio. Non sono coperti gli smalti puramente decorativi o quelli non soggetti a rischi corrosivi o elettrici.
Questo standard utilizza test ad alta tensione, sfruttando le proprietà isolanti dello smalto, che in genere resiste a 1-5 kV per millimetro di spessore. Questo processo prevede l'applicazione di un elettrodo di prova, solitamente un liquido conduttivo o una spazzola, sulla superficie dello smalto mentre il substrato metallico è collegato a terra. La tensione viene gradualmente aumentata e qualsiasi disturbo (ad esempio, scintille) indica un difetto.
Le procedure danno priorità alla sicurezza. Gli operatori devono utilizzare apparecchiature isolate e i test vengono condotti in ambienti controllati per evitare risultati falsi positivi dovuti a umidità o contaminanti. La calibrazione della sorgente ad alta tensione è obbligatoria e la precisione della tensione è di più o meno il 5%. Dopo il test, le aree difettose vengono contrassegnate per la riparazione (ad esempio, smaltature localizzate).
I test secondo la norma ISO 2746 sono indispensabili nei settori che fanno affidamento sulle proprietà barriera dello smalto:
Rilevando precocemente i difetti, questo standard riduce i reclami in garanzia, prolunga la durata del prodotto e si allinea a normative più ampie, come la Direttiva UE 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli. Nell'era della produzione sostenibile, questo standard promuove anche pratiche ecocompatibili riducendo al minimo gli sprechi derivanti da rivestimenti difettosi.
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